La verifica periodica delle scaffalature è una delle attività più importanti per mantenere sicuro ed efficiente un magazzino. Anche quando una struttura appare stabile, urti provocati dai mezzi di movimentazione, carichi distribuiti male, modifiche non autorizzate o il progressivo allentamento dei componenti possono ridurre l’affidabilità.
Nella categoria dedicata alle scaffalature industriali di Castellani Shop sono disponibili soluzioni in acciaio zincato e verniciato, con diverse altezze e profondità, pensate per organizzare magazzini, depositi, officine e aree di stoccaggio professionali.
Il controllo non dovrebbe quindi essere considerato un semplice adempimento formale. Una corretta ispezione periodica permette di individuare tempestivamente deformazioni, ancoraggi compromessi, protezioni mancanti e condizioni di utilizzo non coerenti con le portate previste.
Il riferimento tecnico principale è la UNI EN 15635:2009, norma attualmente in vigore dedicata all’utilizzo e alla manutenzione dei sistemi di stoccaggio statici in acciaio. La norma prende in considerazione soprattutto i rischi derivanti dalla vicinanza tra scaffalature e attrezzature meccaniche pesanti, come carrelli elevatori e transpallet.
Perché effettuare la verifica periodica delle scaffalature
Le scaffalature industriali lavorano in condizioni dinamiche, anche se la loro struttura è apparentemente statica. Ogni operazione di deposito, prelievo e movimentazione può generare sollecitazioni, piccoli impatti o variazioni nella distribuzione dei pesi.
Un montante leggermente deformato può continuare a sostenere il carico senza mostrare segnali immediatamente evidenti. Tuttavia, se il danno non viene rilevato e la struttura continua a essere caricata, il margine di sicurezza può diminuire progressivamente.
La verifica periodica delle scaffalature serve a controllare non soltanto le condizioni dei componenti metallici, ma anche il modo in cui l’impianto viene utilizzato. Una scaffalatura correttamente installata può infatti diventare meno sicura quando vengono superate le portate, spostati i correnti, eliminati elementi di protezione oppure utilizzati pallet non adatti.
La UNI 11636:2023 completa questo quadro introducendo un processo di validazione della scaffalatura durante la sua vita utile. La norma si applica congiuntamente, tra le altre, alla UNI EN 15635 e interessa utilizzatori finali, progettisti, produttori, installatori e consulenti.
Controllo, ispezione e verifica: le differenze da conoscere
Nel linguaggio comune le espressioni controllo, ispezione e verifica vengono spesso utilizzate come sinonimi. Nella gestione del magazzino è invece utile distinguere tre livelli di attività.
- Il primo è il controllo continuo degli operatori. Chi lavora quotidianamente tra le corsie dovrebbe essere formato per segnalare immediatamente urti, componenti piegati, carichi instabili o protezioni danneggiate.
- Il secondo livello è rappresentato dall’ispezione visiva programmata, svolta con una frequenza definita in base ai rischi e alle condizioni operative del magazzino. Questa attività dovrebbe essere registrata mediante una specifica checklist scaffalature.
- Il terzo livello è costituito dall’ispezione tecnica approfondita, eseguita da una persona competente per formazione, esperienza e conoscenza delle strutture di stoccaggio. L’esito deve essere documentato in un rapporto che indichi anomalie, livello di rischio, azioni correttive e relative priorità.
È inoltre importante non confondere l’ispezione tecnica delle scaffalature con il particolare regime delle “verifiche periodiche” previsto dall’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. 81/2008 per le attrezzature elencate nell’Allegato VII. L’INAIL distingue infatti gli ordinari obblighi di manutenzione e controllo dal regime previsto esclusivamente per alcune specifiche attrezzature. Il datore di lavoro rimane comunque responsabile dell’organizzazione dei controlli e della loro esecuzione da parte di persone competenti.
Ogni quanto effettuare l’ispezione periodica
La frequenza della verifica periodica delle scaffalature non può essere stabilita considerando soltanto il calendario. Deve essere valutata anche in relazione alla tipologia di magazzino, al numero di movimentazioni, alla presenza di carrelli elevatori, alle dimensioni delle corsie e alla frequenza con cui si verificano urti o danneggiamenti.
Come riferimento operativo, la UNI EN 15635 prevede ispezioni visive con frequenza normalmente settimanale e un controllo approfondito da parte di una persona tecnicamente competente a intervalli non superiori a dodici mesi. L’ispezione annuale deve concludersi con un resoconto scritto contenente osservazioni e interventi suggeriti.
La frequenza settimanale non deve però essere interpretata come una regola rigida e sufficiente per qualsiasi contesto. In un magazzino con un’elevata rotazione delle merci, numerosi carrelli elevatori e corsie strette può essere opportuno intensificare i controlli. In un deposito con movimentazioni limitate, il responsabile potrà definire una periodicità coerente con il rischio effettivo, mantenendo comunque il monitoraggio programmato.
Devono inoltre essere previste ispezioni straordinarie dopo urti rilevanti, modifiche alla configurazione, spostamenti dei livelli di carico, fenomeni di corrosione, cedimenti della pavimentazione o altri eventi che potrebbero avere compromesso la struttura.
Checklist scaffalature: cosa controllare
Una checklist per scaffalature deve essere semplice da compilare, ma abbastanza completa da consentire il confronto tra controlli successivi. Ogni fila, campata o struttura dovrebbe essere identificata mediante un codice univoco, così da localizzare rapidamente il danno.
La checklist dovrebbe includere almeno i seguenti elementi:
- data, area controllata, identificativo della scaffalatura e nome dell’ispettore;
- presenza di urti, piegature o deformazioni su montanti e diagonali;
- condizioni di correnti, mensole, ripiani e relativi connettori;
- presenza e corretta posizione dei dispositivi di sicurezza dei correnti;
- stato delle piastre di base, dei tasselli e degli ancoraggi;
- verticalità dei montanti e allineamento generale della struttura;
- condizioni della pavimentazione in prossimità degli appoggi;
- presenza, leggibilità e coerenza dei cartelli di portata;
- corretta distribuzione dei carichi e rispetto delle portate previste;
- condizioni dei pallet e corretto posizionamento delle unità di carico;
- presenza e integrità di paracolpi, protezioni dei montanti e arresti posteriori;
- eventuali corrosioni, cricche, saldature compromesse o componenti mancanti;
- modifiche non autorizzate alla configurazione originale;
- ostacoli nelle corsie e rispetto degli spazi di manovra;
- descrizione dell’anomalia, priorità dell’intervento, responsabile e data di chiusura.
I controlli devono iniziare dalle zone maggiormente esposte agli impatti, in particolare dalla parte inferiore dei montanti e dalle testate delle file. Anche correnti, sistemi di bloccaggio, carichi, pavimentazione e qualità del montaggio rientrano tra gli elementi da osservare.
Una checklist non sostituisce la competenza tecnica. Serve a rendere il processo ripetibile, documentato e facilmente verificabile, ma la valutazione della gravità del danno deve essere affidata a chi possiede le conoscenze necessarie.
Come gestire le anomalie rilevate nelle scaffalature dopo la verifica
Dopo l’ispezione, ogni anomalia deve essere classificata e associata a una decisione operativa. La UNI EN 15635 prevede una valutazione dei danni articolata per livelli di rischio, generalmente identificati come verde, ambra e rosso. La norma dedica specifiche sezioni anche alle deformazioni dei montanti, ai correnti, ai dispositivi di bloccaggio e alle procedure di sostituzione dei componenti.
Un danno lieve può richiedere sorveglianza e un nuovo controllo entro una data definita. Una situazione intermedia richiede invece un intervento rapido e il divieto di ricaricare la campata dopo lo scarico. In presenza di un rischio grave, l’area deve essere immediatamente messa in sicurezza, scaricata e interdetta fino alla riparazione.
Non è opportuno raddrizzare, saldare o modificare autonomamente i componenti danneggiati. Gli interventi devono rispettare le indicazioni del produttore e mantenere le caratteristiche previste dal progetto originario.
Registrare controlli e interventi di manutenzione
La documentazione è parte integrante della sicurezza. Ogni ispezione periodica dovrebbe produrre una registrazione contenente data, area controllata, anomalie, fotografie, livello di priorità e azioni intraprese.
L’INAIL ricorda che gli interventi di manutenzione e controllo delle attrezzature devono essere registrati e che la documentazione prevista dall’articolo 71 del D.Lgs. 81/2008 deve essere conservata per almeno tre anni. Il registro può essere cartaceo oppure elettronico.
Per le scaffalature è utile predisporre un archivio nel quale raccogliere progetto, manuale di montaggio, tabelle di portata, verbali di collaudo, rapporti annuali, checklist interne, fotografie e attestazioni degli interventi eseguiti.
In questo modo è possibile ricostruire la storia della struttura e verificare se uno stesso punto viene danneggiato ripetutamente. La ricorrenza degli urti può segnalare un problema più ampio, come una corsia troppo stretta, una protezione insufficiente oppure procedure di movimentazione da migliorare.
Domande frequenti sulla verifica delle scaffalature
Ogni quanto devono essere controllate le scaffalature?
Come riferimento operativo, le ispezioni visive vengono normalmente pianificate con frequenza settimanale. Il controllo tecnico approfondito dovrebbe essere eseguito da una persona competente almeno ogni dodici mesi. La periodicità deve comunque essere adattata al livello di rischio e all’intensità delle attività.
Chi può effettuare la verifica periodica delle scaffalature?
I controlli visivi possono essere organizzati dal PRSES e affidati a personale adeguatamente formato. L’ispezione approfondita deve essere eseguita da una persona competente per formazione, esperienza e conoscenza dei sistemi di stoccaggio.
Cosa fare dopo un urto con il carrello elevatore?
L’urto deve essere segnalato immediatamente. L’area interessata deve essere controllata e, quando non è possibile escludere un rischio strutturale, scaricata e interdetta fino alla valutazione di una persona competente.
È sufficiente compilare una checklist?
No. La checklist scaffalature aiuta a rendere sistematico il controllo, ma non sostituisce l’analisi tecnica. In presenza di deformazioni, fuori piombo, ancoraggi danneggiati o dubbi sulla portata è necessario richiedere una valutazione specialistica.
Una procedura continua per la sicurezza del magazzino
La verifica periodica delle scaffalature deve essere inserita in un processo continuo composto da formazione, segnalazione immediata dei danni, ispezioni visive, controlli tecnici e manutenzione documentata.
Stabilire una frequenza adeguata, nominare un responsabile, utilizzare una checklist completa e chiudere tempestivamente le non conformità permette di ridurre i rischi e preservare nel tempo l’efficienza dell’impianto. La sicurezza non dipende infatti soltanto dalla robustezza iniziale della scaffalatura, ma dalla qualità con cui viene utilizzata, controllata e mantenuta durante tutta la sua vita operativa.