UNI EN 15635 normativa

UNI EN 15635: controlli e sicurezza delle scaffalature

Categorie: Magazine e news
10 agosto 2026

La UNI EN 15635 rappresenta uno dei principali riferimenti tecnici per l’utilizzo, il controllo e la manutenzione delle scaffalature impiegate nei magazzini. Il suo obiettivo è ridurre i rischi derivanti da urti, sovraccarichi, deformazioni, modifiche non autorizzate e modalità di stoccaggio scorrette che possono compromettere la stabilità delle strutture.

Nella categoria dedicata alle scaffalature industriali è possibile individuare soluzioni per organizzare depositi, archivi, officine e aree di stoccaggio con configurazioni adeguate alle diverse esigenze operative. Sono complementi d’arredo certificati e made in Italy, prodotti internamente da Castellani Shop.

Una scaffalatura industriale non rimane necessariamente nelle stesse condizioni in cui è stata installata. Nel corso del tempo può subire collisioni con carrelli elevatori, variazioni della configurazione, spostamenti dei livelli di carico e deterioramenti dei componenti. Per questo la sicurezza dello stoccaggio non può dipendere esclusivamente dalla qualità iniziale della struttura, ma deve essere gestita attraverso un sistema continuo di sorveglianza, ispezione e manutenzione.

La normativa sulle scaffalature e la sicurezza di stoccaggio, entrata in vigore in Italia il 19 marzo 2009 e tuttora in vigore, riguarda gli aspetti operativi rilevanti per la sicurezza strutturale dei sistemi statici di immagazzinaggio in acciaio. Si concentra soprattutto sulle situazioni in cui mezzi meccanici di movimentazione lavorano in prossimità delle scaffalature, con il conseguente rischio di collisioni accidentali.

Che cos’è la norma UNI EN 15635

La denominazione completa della UNI EN 15635:2009 è “Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Utilizzo e manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio”.

La norma non riguarda soltanto il controllo dei montanti danneggiati, ma prende in considerazione l’intero ciclo operativo della scaffalatura: montaggio, utilizzo, movimentazione delle merci, segnalazione dei danni, ispezioni, manutenzione e modifiche della configurazione.

Il campo di applicazione comprende principalmente i sistemi statici di stoccaggio realizzati in acciaio come scaffalature metalliche, scaffali a ripiani, scaffalature portapallet regolabili, cantilever e altre strutture utilizzate in magazzini, centri logistici e stabilimenti industriali. Sono invece escluse le attrezzature realizzate con materiali diversi dall’acciaio, salvo alcuni accessori, e quelle destinate all’impiego domestico.

La UNI EN 15635 deve essere letta insieme alle altre norme tecniche dedicate alle scaffalature, tra cui: 

  • la UNI EN 15512 per la progettazione strutturale, 
  • la UNI EN 15620 sulle tolleranze e sugli interspazi 
  • la UNI EN 15629 relativa alle specifiche dell’attrezzatura di immagazzinaggio. 
  • In Italia è inoltre affiancata dalla UNI 11636:2023, che definisce il processo di validazione della scaffalatura durante la sua vita utile.

UNI EN 15635 e normativa sulle scaffalature

Quando si parla di normativa sulle scaffalature, è importante distinguere tra disposizioni legislative e norme tecniche.

La UNI EN 15635 è una norma tecnica e non una legge dello Stato. Rappresenta però una regola di buona tecnica utile per definire procedure, responsabilità e frequenze di controllo. La sua applicazione permette all’azienda di adottare un sistema organizzato e documentabile per la gestione dei rischi collegati alle strutture di stoccaggio.

Il quadro legislativo generale rimane quello del D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro di valutare i rischi presenti negli ambienti lavorativi e di mantenere in condizioni di sicurezza le attrezzature utilizzate. L’articolo 71 prevede, in particolare, che le attrezzature siano idonee al lavoro da svolgere e utilizzate in condizioni compatibili con la tutela della salute e della sicurezza.

La UNI EN 15635 aiuta quindi a tradurre questi principi generali in un metodo operativo specifico per il magazzino. La semplice installazione di una scaffalatura conforme non esaurisce le responsabilità dell’utilizzatore: occorre controllare che la configurazione rimanga coerente con il progetto, che le portate siano rispettate e che i danni vengano individuati prima che possano ridurre la capacità resistente della struttura.

Il ruolo del PRSES nella gestione delle scaffalature

Uno degli elementi centrali della UNI EN 15635 è la figura del PRSES, acronimo di Person Responsible for Storage Equipment Safety, cioè la persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio.

Il PRSES viene individuato dall’utilizzatore e diventa il punto di riferimento interno per la raccolta delle segnalazioni, l’organizzazione dei controlli e la gestione delle anomalie. La presenza di questa figura è espressamente prevista nella sezione della norma dedicata alla sicurezza generale durante l’utilizzo delle attrezzature di immagazzinaggio.

Il ruolo può essere affidato, per esempio, al responsabile del magazzino, a una figura del servizio di prevenzione aziendale oppure a un soggetto esterno, purché possieda una preparazione adeguata. La norma definisce competente la persona che, grazie alla combinazione di formazione, esperienza e istruzione, dispone delle conoscenze necessarie per svolgere efficacemente il compito affidato.

Il PRSES deve conoscere le modalità di utilizzo del magazzino, le tipologie di scaffalature presenti, i flussi dei mezzi di movimentazione e i principali fattori di rischio. Deve inoltre assicurarsi che eventuali urti o anomalie vengano segnalati tempestivamente, senza attendere l’ispezione periodica programmata.

Quali controlli prevede la UNI EN 15635

Il sistema di controllo non si esaurisce in una verifica annuale. La UNI EN 15635 prevede una gestione articolata su diversi livelli, affinché i problemi più evidenti vengano intercettati rapidamente e quelli meno visibili siano valutati da una persona tecnicamente competente.

Un programma efficace dovrebbe comprendere:

  • segnalazione immediata degli urti e delle anomalie da parte degli operatori;
  • controlli visivi periodici organizzati dal PRSES;
  • ispezione tecnica eseguita da una persona competente a intervalli non superiori a dodici mesi;
  • controlli straordinari dopo incidenti, modifiche, riparazioni o eventi potenzialmente dannosi;
  • registrazione degli esiti, delle priorità e degli interventi effettuati;
  • verifica della corretta chiusura delle non conformità.

Le ispezioni visive vengono normalmente organizzate con una frequenza regolare, spesso settimanale, ma l’intervallo deve essere stabilito considerando il livello di rischio. Un magazzino con traffico intenso di carrelli elevatori, numerose movimentazioni giornaliere e corridoi stretti richiede controlli più frequenti rispetto a un deposito poco utilizzato.

L’ispezione tecnica approfondita deve invece essere effettuata a intervalli non superiori a dodici mesi. Al termine deve essere predisposto un rapporto scritto che illustri le condizioni riscontrate e gli eventuali interventi necessari.

Classificazione dei danni: verde, giallo e rosso

La UNI EN 15635 introduce una classificazione dei danni basata su tre livelli di rischio. Questo sistema consente di definire la priorità degli interventi e di evitare valutazioni soggettive.

  • Il livello verde indica un danno che rientra nei limiti di accettabilità previsti. La scaffalatura può continuare a essere utilizzata, ma l’anomalia deve essere registrata e mantenuta sotto sorveglianza durante i controlli successivi.
  • Il rischio giallo, spesso indicato anche come livello ambra, segnala un danno potenzialmente pericoloso. È necessario programmare l’intervento il prima possibile. Una volta scaricata, la parte interessata non dovrebbe essere nuovamente caricata prima del ripristino delle condizioni di sicurezza.
  • Il rischio rosso identifica una situazione grave che richiede un intervento immediato. L’area interessata deve essere isolata, i carichi devono essere rimossi in condizioni controllate e la scaffalatura non può essere riutilizzata fino alla sostituzione o alla riparazione autorizzata dei componenti. 

La classificazione verde, gialla e rossa è espressamente prevista dalla normativa nella parte relativa alla misurazione dei danni a montanti e controventature.

Documentazione e registro delle ispezioni

La sicurezza dello stoccaggio deve poter essere dimostrata attraverso documenti aggiornati. Per ogni impianto è opportuno conservare: 

  • il progetto o la configurazione approvata, 
  • le istruzioni del produttore, 
  • i cartelli di portata, 
  • i verbali di montaggio, 
  • i rapporti di ispezione 
  • la documentazione degli interventi di manutenzione.

Il registro dei controlli dovrebbe riportare la data, il nominativo della persona che ha effettuato la verifica, le anomalie individuate, il livello di rischio assegnato e le azioni correttive richieste. Quando l’intervento viene completato, la chiusura della non conformità deve essere registrata.

Questa tracciabilità permette di verificare l’evoluzione dei danni, programmare la manutenzione e dimostrare che l’azienda ha adottato un processo sistematico di prevenzione.

UNI EN 15635: dalla verifica annuale alla gestione continua

Applicare correttamente la UNI EN 15635 significa superare l’idea che la sicurezza delle scaffalature possa essere garantita da una semplice verifica annuale. L’ispezione tecnica è solo una parte di un sistema più ampio, basato sulla formazione degli operatori, sulla segnalazione tempestiva degli urti, sui controlli visivi e sulla corretta gestione delle modifiche.

Una scaffalatura sicura è una struttura scelta in base ai carichi reali, montata secondo le istruzioni, utilizzata senza superare le portate e controllata durante tutta la sua vita utile. Integrare queste attività nell’organizzazione quotidiana del magazzino permette di proteggere i lavoratori, ridurre i danni alle merci e preservare nel tempo l’efficienza dell’impianto.

Domande frequenti sulla UNI EN 15635

La UNI EN 15635 è obbligatoria?

La UNI EN 15635 è una norma tecnica e non una legge. Costituisce però un riferimento di buona tecnica per organizzare l’utilizzo, l’ispezione e la manutenzione delle scaffalature. La sua applicazione aiuta l’azienda a soddisfare e documentare gli obblighi generali di prevenzione previsti dalla legislazione sulla sicurezza sul lavoro.

Ogni quanto devono essere controllate le scaffalature?

Gli operatori devono segnalare immediatamente urti e anomalie. Le ispezioni visive devono essere programmate in base al rischio, frequentemente con cadenza settimanale, mentre l’ispezione eseguita da una persona tecnicamente competente deve avvenire a intervalli non superiori a dodici mesi.

Chi può effettuare l’ispezione annuale?

L’ispezione tecnica deve essere svolta da una persona competente, dotata di formazione, esperienza e conoscenze adeguate sulle scaffalature. La competenza deve essere effettiva e documentabile; non è sufficiente una qualifica generica non collegata ai sistemi di stoccaggio.

Che cosa deve fare il PRSES?

Il PRSES coordina la gestione della sicurezza delle scaffalature, raccoglie le segnalazioni degli operatori, organizza i controlli periodici, conserva i rapporti e verifica che le non conformità vengano risolte.

Si può continuare a utilizzare una scaffalatura danneggiata?

Dipende dalla classificazione del danno. Un livello verde richiede sorveglianza, un rischio giallo richiede un intervento rapido e impedisce di ricaricare la parte scaricata, mentre un rischio rosso impone l’immediata messa fuori servizio dell’area interessata.

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